SAWA SAWA

Una festa acrobatica africana
Sawa Sawa è una celebrazione acrobatica dell’incontro tra culture e del valore del rapporto col mondo
che ci circonda. L’unione festosa tra l’immaginario urban occidentale e le tradizioni africane, intrecciate
grazie a un repertorio di salti mortali, piramidi umane e numeri col fuoco. Come l’essere umano si
meraviglia di fronte all’universo e alle forze che lo pervadono, così gli spettatori rimarranno a bocca aperta
davanti a performance fisiche mozzafiato.
Sawa Sawa è uno spettacolo di Mosaico Errante, una delle principali compagnie di circo-teatro in Italia.
Crea, produce e circuita spettacoli per teatri e festival che nel corso degli anni hanno raggiunto
le centinaia di repliche e le centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, dall’Europa all’Australia,
dal Sudamerica agli Emirati Arabi. I suoi show hanno calcato prestigiosi palcoscenici quali il Quirino e
l’Olimpico di Roma, il Winter Theatre di Sochi (Russia), il Goldoni di Venezia, il Princesse Grace di Monte Carlo,
il Bellini di Napoli, il Gran Teatro Nacional di Lima (Perù), il Duse di Bologna, il Théâtre Libre e l’Opera di Parigi,
il Verdi di Firenze e sono stati presentati nelle più importanti rassegne internazionali come i Festival Fringe
di Edimburgo e di Adelaide, il Festival Sziget di Budapest, il MAC di Barcellona, la Kleines Fest di Hannover e
in Italia a Funambolika, Mirabilia, La Versiliana e molte altre.
Mosaico Errante esprime un’identità chiara, originale e di successo fondata sulla valorizzazione del
virtuosismo fisico all’interno di codici spettacolari che guardano alle frange più family friendly del nouveau
cirque, agli stilemi della grande rivista e alle forme aggreganti e trasversali degli eventi di piazza. Tale identità
è ben espressa dal direttore della compagnia Alessandro Serena. Regista, autore e produttore, proviene da
una famiglia di circo tradizionale (è nipote di Moira Orfei) ed è stato uno dei primi ad occuparsi di circo-teatro
in Italia, collaborando attorno al 2000 con La Biennale di Venezia.
In scena si mischiano stili e linguaggi: un ragazzo in abiti da rapper fa il suo ingresso e comincia ad esibirsi in
passi di break dance su basi hip-hop, quando un suono di tamburi ancestrali lo interrompe. Ecco apparire
tre guerrieri africani, adornati con costumi tradizionali, che guidati da un misterioso sciamano
accerchiano il malcapitato. Ma la paura reciproca lascia presto spazio a un gioioso confronto basato sulla
sorpresa del dialogo con l’altro da sé. L’arrivo di due spiriti femminili arricchisce l’atmosfera con danze
tribali alle quali è impossibile resistere.
Il gruppo coinvolge il giovane in una serie di quadri acrobatici cercando di condividere con lui i segreti degli
antichi riti africani. Le evoluzioni corporee diventano lo strumento per avvicinarsi ai grandi miti della
creazione di popoli millenari e al potere degli elementi della natura: fuoco, acqua, aria e terra vivono nelle
acrobazie di questi sette interpreti.
Fino al colpo di scena finale, che porterà il pubblico a rivedere tutto lo show con occhi differenti, più consapevoli
dei legami che intercorrono tra tutte le persone e dell’importanza di conoscere le proprie radici.
Tra figure acrobatiche che raggiungono i cinque metri d’altezza, scudi che diventano grandi maschere
usate in scontri rituali a suon di balzi impressionanti e sfide tra le fiamme, Sawa Sawa reinterpreta in
maniera ironica l’esotismo giocando con gli stereotipi e promuovendo un melting pot totale: la giungla urbana
si confonde con la giungla africana, primigenie tecniche fisiche si prestano a esercizi nuovi e sorprendenti.
Con una colonna sonora coinvolgente Sawa Sawa riporta al legame con l’Africa, richiamando suoni ancestrali:
i ritmi tipici della musica etnica si alternano a successi contemporanei, i brani dei maggiori artisti africani,
come l’indimenticabile Miriam Makeba, si intrecciano alle sonorità del musical Sarafina! passando attraverso
il reggae di Bob Marley e alle rivisitazioni pop di Waka Waka di Shakira fino a L’ombelico del mondo di
Jovanotti. Un vero e proprio omaggio a un intero continente.
Lo show si diverte a smontare la retorica legata alla diversità, dimostrando che le differenze non sono una
barriera, ma un arricchimento. Il protagonista, e con lui gli spettatori, è una sorta di Tarzan al contrario, che
riscopre una cultura creduta distante e che invece gli appartiene.
Sawa Sawa conduce il pubblico in un divertente viaggio verso il cuore dell’essere umano e segna il
ritorno alle origini dei Black Blues Brothers, acrobati kenioti che negli ultimi anni stanno avendo un successo
clamoroso. Dopo un tour di oltre 1.000 date e 650.000 spettatori che li ha visti esibirsi nei principali teatri
e festival di tutto il mondo, al Moulin Rouge di Parigi, alla Royal Variety Performance (storica trasmissione
TV che dal 1912 accoglie i più grandi nomi della danza, del teatro e del circo) introdotti da Re Carlo III che
ha lodato l’enorme talento degli artisti coinvolti e per Papa Francesco.VIDEO – Link al video promo
CREDITS
Scritto e diretto da Alexander Sunny
Con Majaliwa David Chivatsi, Hamadi Ali Hamisi, Sifa Kitsao Jitho,
Ramadhan Matano Karisa, Sifa Kazungu Katana,
Vivian Mugure Kimani, Millicent Tsisika
Coreografie Electra Preisner e Edu Ooro
Scenografie Studiobazart
Light designer Andrew Broom
DISTRIBUZIONE
Carla Borlandelli – carla@circoedintorni.it – +39 331 6555355
www.blackbluesbrothers.it – www.mosaicoerrante.it – Pagina Facebook – Pagina Instagram