Uno sguardo dal ponte

Uno sguardo dal ponte, scritto da Athur Miller nel 1955, considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento, riprende la vera storia di una delle pagine più drammatiche del sogno americano vissuto da milioni di italiani, volati in America, nella splendida New York degli anni Cinquanta, alla ricerca di un futuro migliore. Miller racconta la miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà di adattarsi al nuovo mondo, l’incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall’ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano: questo porta a una tragedia annunciata fin dall’inizio, perché quelle condizioni sommate a quei sentimenti, a quelle passioni, non possono portare che a un unico, tragico risultato.

In scena va il dramma interiore di Eddy Carbone, della sua famiglia e del suo sogno americano. L’amore di Eddy verso la giovane nipote in realtà è una voglia di proteggere la sua purezza, Eddy la ama e la mette al riparo come una ceramica preziosa da non scalfire. Un sogno da coccolare al di là del ponte, sotto un cielo di stelle misto a un mare dove si naufraga in una voglia di tenerezza.

Lascia un commento