L'opera teatrale prodotta dall'associazione "Amici del Teatro"
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La definizione che verrebbe più spontanea per "Cuatri rais di briscule" è commedia d'amore, amore per il teatro naturalmente. Fin dall'inizio della sua storia essa è stata caratterizzata da questo sentimento. La stessa decisione di metterla in scena è nata infatti da un colpo di fulmine. Il regista Dino Persello assistette qualche anno fa alla rappresentazione dell'opera "Quatro ragi a briscola" in dialetto pordenonese, autore Luciano Rocco, e fu amore a prima vista. Racconta Persello che vederla ed immaginarla recitata in friulano fu tutt'uno.
L' idea piacque allo stesso Rocco, autore schivo e semplice ma ricco di sentimenti, la cui prematura scomparsa ci ha certamente privati di un autore dl grande valore.
L' opera "Quatro ragi a briscola" è indiscutibilmente, a detta di molti, la migliore di Luciano Rocco. Lo testimonia anche il grande successo di pubblico (più di cento repliche in cinque anni). In essa Rocco è riuscito a coniugare in maniera esemplare ma per nulla scontata comicità e drammaticità. La vicenda è presto detta : quattro vecchi amici, uniti in gioventù dalla passione per il teatro, si ritrovano attorno ad un tavolo, in un Centro di ricovero per anziani, per una partita a briscola. La partita è naturalmente un pretesto per rivivere innanzitutto l' esperienza teatrale comune, ma anche per esprimere il tormento interiore di chi ha vissuto la propria vita tra successi (pochi) ed errori (molti) ed ora si sente messo "in parcheggio". L' amarezza dei quattro amici, che sentono di poter dare ancora qualcosa al mondo, viene fuori a poco a poco secondo il carattere e la sensibilità di ognuno. I1 gioco è disturbato, a più riprese, da altri personaggi efficacemente ritratti ognuno nel proprio ruolo. Su tutti spicca il "mezzo-matto" a cui è affidata, forse, la morale della storia espressa talvolta in maniera scombinata ma acuta nella perspicacia delle intuizioni. La nostalgia "per il perduto amor", il teatro, si fa più acuta all' arrivo, nella casa di riposo, di un gruppo di giovani attori che dovrebbero "rallegrare" l' ambiente secondo le intenzioni della Direzione del Centro anziani. Diventerà l' occasione, per i quattro, di rivivere i momenti più belli della propria vicenda teatrale e per dare un contributo di suggerimenti dettati dall' esperienza alla nuova generazione di attori. E' qui che esplode la passione per il teatro! Nell' adattamento di Germana Noro e Dino Persello, che hanno anche curato la traduzione in lingua friulana, l' episodio del sogno porta il teatro nel teatro. Ed è teatro vero, riconosciuto e riconoscibile quello che i giovani interpretano : Puppo, Monte, Pasolini, Meni Ucel sono gli autori che il pubblico vedrà recitare in un raffinato incontro-confronto tra classicità e novità di testi e di stili. Ma naturalmente i bei sogni sono destinati a svanire ed il nostro non fa eccezione: la realtà del risveglio sarà terribile. Nonostante il tragico epilogo quello che rimane dell' opera è senza dubbio il grande amore per il teatro nei bizzarri protagonisti, passione che ha creato tra di loro una rete di rapporti privilegiati fatti di affetto sincero, stima reciproca, saggezza e profonda solidarietà . E' un tentativo, riuscito, di scardinamento del luogo comune che vuole i vecchi insensibili ed egoisti e l' affermazione di un messaggio di speranza per tempi poveri di valori. Al di là, quindi, delle risate che naturalmente si fanno (e sono molte) assistendo allo spettacolo, esso si presenta con un rigore narrativo e una evidente ricerca di ambientazione e di recitazione. Per questo la scelta degli interpreti è stata fatta tra persone innamorate del teatro ed affezionate ad un certo stile recitativo. A fianco di un primo collaudato gruppo di attori di provata esperienza si è poi voluto affiancare un secondo gruppo di giovani di varia formazione ed esperienza accomunati da una gran voglia di confrontarsi con la magica "arte teatrale".
 
L' OPERA

Quattro vecchi amici, uniti in gioventù dalla passione per il teatro, si ritrovano attorno ad un tavolo, in un centro anziani, per una partita a briscola. La partita è un pretesto per rivivere innanzitutto l' esperienza teatrale comune, ma anche per esprimere il tormento interiore di chi ha vissuto la propria vita ed ora si sente messo "in parcheggio". L' amarezza dei quattro amici, che sentono di poter dare ancora qualcosa viene fuori a poco a poco secondo il carattere e la sensibilità di ognuno. I1 gioco è disturbato, a più riprese, da altri personaggi efficacemente ritratti ognuno nel proprio ruolo. Su tutti spicca il "mezzo-matto" a cui è affidata la morale della storia che si snoda in un continuo susseguirsi di brillanti colpi di scena. La nostalgia per il teatro si fa più acuta all' arrivo di un gruppo di giovani attori che dovrebbero "rallegrare" l' ambiente. Diventerà l' occasione, per i quattro, di rivivere i momenti più belli della propria vicenda teatrale. I ricordi prendono vita nei sogni interpretati dai giovani. Ma, come purtroppo sempre accade, i bei sogni sono destinati a svanire ed il nostro non fa eccezione: la realtà del risveglio sarà terribile.
Germana Noro

 
NOTE DI REGIA

Ebbene si, fu un colpo di fulmine prodigioso!
L' incontro folgorante con l' opera "Quatro ragi a briscola" e la figura di Luciano Rocco risale a qualche anno fa. L' idea di una trasposizione in lingua friulana mi ha affascinato, battuta dopo battuta e "Cuatri rais di briscule" è nato così, da un sommovimento interiore …e mi ci sono buttato con il corpo e l' anima. L' assimilazione dei profondi contenuti che avrei voluto riportare nella versione friulana ha richiesto tempi di studio lunghi e laboriosi con profonde pause di riflessione. Fondamentali sono stati la fiducia e il sostegno di Rocco che ha dato ampia disponibilità alla richiesta di un mio intervento per la traduzione ma soprattutto per 1' adattamento in lingua friulana Ma la messa in scena di un lavoro teatrale è un risultato di tutti: autore e attori, scenografo e costumista, tecnici e trovarobe ed infine di un regista che interpreta e concretizza in progetti di lavoro le emozioni, i sentimenti, la voglia di fare dei compagni di avventura. La coesione e il fresco entusiasmo senza età sono le caratteristiche di un gruppo teatrale innamorato dell' essere e del fare teatro, del gioco e della finzione, in fin dei conti della riscoperta dei pochi valori autentici che il progresso disumanizzante ha lasciato ancora in vita nel nostro Friuli: questi i miei compagni di avventura! Lo spettacolo, pur nel suo spessore narrativo ed interpretativo, riserva molte situazioni originali e divertenti (le risate sono tante); non c'è un lieto fine, è vero, ma non se ne sente il bisogno.
Dino Persello

 
PERSONAGGI INTERPRETI

Rodolfo - Andrea Venturini
Otello - Giacomo Zanitti
Ruggero - Dino Adami
Toni - Alberto Forabosco
Elia - Giorgio Baldassi
Emilia - Barbara Vidoni
La Direttrice - Mara Minisini
L' Assistente - Silvia Monticolo
Carlo - Giacomo Della Marina
Renzo - Nicola Da Rio
Pat - Giulia Cattani
Luca - Gianluca Belli
Protagonisti del sogno - Manuela Giorgini, Lorenzo Da Rio

REALIZZAZIONI

Segret. organizzativa - Giusy Cozzutti, Andrea Jacuzzi
Tecnico audio - Valter Facini
Scene e immagini - Franco Not
Scelte musicali - Dino Persello
Fotografia - Ivano Andreussi
Consulenza artistica - Germana Noro

 
 

Foto:

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La locandina dell'opera
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Foto 1 dello spettacolo
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Foto 2 dello spettacolo
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